word as image
challenge: create an image out of a word, using only the letters in the word itself.
rule: use only the graphic elements of the letters without adding outside parts.
non fate piagnistei – pier vittorio tondelli
scrivete non di ogni cosa che volete, ma di quello che fate. astenetevi dai giudizi sul mondo in generale (ci sono già i filosofi, i politologi, gli scienziati ecc.), piuttosto raccontate storie che si possano oralmente riassumere in cinque minuti. raccontate i vostri viaggi, le persone che avete incontrato all’estero, descrivete di chi vi siete innamorati, immaginatevi un lieto fine o una conclusione tragica, non fate piagnistei sulla vostra condizione e la famiglia e la scuola e i professori, ma provatevi a farli diventare dei personaggi e, quindi, a farli esprimere con dialoghi, tic, modi di dire. […] raccontate di voi, dei vostri amici, delle vostre stanze, degli zaini, dell’università, delle aule scolastiche. ricordate che quando vi mettete a scrivere, state facendo i conti con un linguaggio fluido e magmatico che dovrete adattare alla vostra storia senza incorrere nello stile caramelloso della pubblicità o in quello patetico del fumettone. il modo più semplice è scrivere come si parla (e questo è già in sé un fatto nuovo, poiché la lingua cambia continuamente), ma non è il più facile. non abbiate paura di buttare via. riscrivete ogni pagina, finché siete soddisfatti. vi accorgerete che ogni parola può essere sostituita con un’altra. allora, scegliendo, lavorando, riscrivendo, tagliando, sarete già in pieno romanzo
2012, a svegliarci saranno i sogni – massimo gramellini
tratto da LaStampa.it
il mio amico joe maya, esperto in profezie terrorizzanti, si è licenziato ieri da wall street per aprire un’agenzia di sopravvivenza, «occupy yourself». occupa te stesso. a volte è più difficile che occupare una piazza. mi ha mandato l’opuscolo pubblicitario.
«caro compagno d’avventura, sono orgoglioso di anticiparti che il 2012 ti romperà le scatole. non potrai più fare quello che hai sempre fatto. se vorrai sopravvivere, sarai costretto a cambiare. ho preparato una griglia di incroci che la vita ti getterà fra i piedi nei prossimi mesi. gli incroci non li hai decisi tu, e questo si chiama destino. ma quale strada prendere a ogni svolta dipende solo da te. e questa si chiama libertà. protesta o subisci. non credo sia più tempo di scrollare le spalle. se ti tirano uno schiaffo, passati pure una parola di perdono sulla ferita. ma non avere paura di urlare il tuo dolore. ...>>
la forza d’imporsi all’attenzione – italo calvino
mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza verso il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto. (…)
alle volte mi sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che spruzzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze. (…) ...>>





