words = parole

13 non-regole per scrivere per la pubblicità – jim durfee

jim durfee

jim durfee

scrivere pubblicità non è certamente materia di norme e regole. diavolo! lo può fare chiunque. però qualche linea guida e lista di controllo possono aiutare. queste sono quelle che funzionano per me.

1. credi, credilo veramente, che ogni parola che scrivi sarà letta, così scriverai meglio. e sarai letto ancora di più. non dare lezioni. ricorda quanto erano noiose le lezioni a scuola.

2. un titolo che ha bisogno di un sotto-titolo di solito necessita di altro lavoro.

3. non cadere nella trappola di scrivere per un “profilo demografico”. se così, non scrivere affatto. piuttosto visualizza la persona che vuoi coinvolgere, e falla sedere di fronte a te. ora parlale usando la penna, la matita, la macchina da scrivere, il mac o quel che vuoi. ...>>

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domenica 18 marzo, 2012 18:05:03 words = parole Nessun commento

non fate piagnistei – pier vittorio tondelli

pier vittorio tondelli

pier vittorio tondelli

scrivete non di ogni cosa che volete, ma di quello che fate. astenetevi dai giudizi sul mondo in generale (ci sono già i filosofi, i politologi, gli scienziati ecc.), piuttosto raccontate storie che si possano oralmente riassumere in cinque minuti. raccontate i vostri viaggi, le persone che avete incontrato all’estero, descrivete di chi vi siete innamorati, immaginatevi un lieto fine o una conclusione tragica, non fate piagnistei sulla vostra condizione e la famiglia e la scuola e i professori, ma provatevi a farli diventare dei personaggi e, quindi, a farli esprimere con dialoghi, tic, modi di dire. […] raccontate di voi, dei vostri amici, delle vostre stanze, degli zaini, dell’università, delle aule scolastiche. ricordate che quando vi mettete a scrivere, state facendo i conti con un linguaggio fluido e magmatico che dovrete adattare alla vostra storia senza incorrere nello stile caramelloso della pubblicità o in quello patetico del fumettone. il modo più semplice è scrivere come si parla (e questo è già in sé un fatto nuovo, poiché la lingua cambia continuamente), ma non è il più facile. non abbiate paura di buttare via. riscrivete ogni pagina, finché siete soddisfatti. vi accorgerete che ogni parola può essere sostituita con un’altra. allora, scegliendo, lavorando, riscrivendo, tagliando, sarete già in pieno romanzo

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sabato 24 dicembre, 2011 22:43:54 words = parole Nessun commento

la forza d’imporsi all’attenzione – italo calvino

italo calvino

italo calvino

mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza verso il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto. (…)
alle volte mi sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che spruzzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze. (…) ...>>

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sabato 19 novembre, 2011 21:31:32 vision = visione, words = parole Nessun commento

una vocazione all’infelicità – georges simenon

georges simenon

georges simenon

Georges Simenon intervistato nel 1955 da Carvel Collins per The Paris Review

Studio di Georges Simenon, nella sua tortuosa casa bianca ai margini di Lakeville, nel Connecticut, dopo pranzo. Un’assolata giornata di gennaio. La stanza rispecchia le caratteristiche del proprietario: allegria, efficienza, ospitalità, controllo. Contro le pareti ci sono libri di legge e medicina, due campi in cui è diventato un esperto; gli elenchi telefonici di diverse parti del mondo che consulta per dare i nomi ai personaggi; la piantina di una città in cui ha da poco ambientato il suo quarantanovesimo romanzo di Maigret; e un calendario sul quale con una matita ha spesso segnato una croce su ogni giorno passato a scrivere il romanzo di Maigret – un giorno a capitolo – e i tre passati a fare la revisione, una fatica che ha generosamente interrotto per questa intervista. Nell’ufficio adiacente, dopo aver verificato che sia stato organizzato tutto nel migliore dei modi per suo marito e il suo intervistatore, madame Simenon torna a occuparsi degli affari di uno scrittore che pubblica sei romanzi l’anno e i cui contratti per libri, adattamenti, e traduzioni sono in più di venti lingue. Con grande garbo e con una voce piena ...>>

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martedì 1 novembre, 2011 15:42:47 words = parole Nessun commento

25 insights on becoming a better writer

ernest hemingway

ernest hemingway

scrivere bene è sempre più importante. the99percent.com ha raccolto i consigli di venticinque scrittori, tra cui zadie smith (scrivete senza internet), kurt vonnegut (trovate un argomento che vi appassioni), haruki murakami (concentratevi), margaret atwood (chiedete a un amico di rileggere quello che avete scritto).

fonte: internazionale | the99percent.com

25 Insights on Becoming a Better Writer by Jocelyn K. Glei
When George Plimpton asked Ernest Hemingway what the best training for an aspiring writer would be in a 1954 interview, Hem replied, “Let’s say that he should go out and hang himself because he finds that writing well is impossibly difficult. Then he should be cut down without mercy and forced by his own self to write as well as he can for the rest of his life. At least he will have the story of the hanging to commence with.” ...>>

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martedì 1 novembre, 2011 11:40:38 words = parole Nessun commento